Giorgio Gaber

 

 

Nasce a Milano in via Londonio 28 da una famiglia della medio-piccola borghesia; i genitori (madre nata a Milanodi origini veneziane e padre triestino) si sono conosciuti e sposati in Veneto. Successivamente si sono trasferiti in Lombardia in cerca di fortuna. Il cognome Gaberscik, la cui grafia corretta è Gaberščik, proviene dalla regione del Goriziano sloveno che deriva dal termine slavo gaber (carpino, albero di alto fusto della famiglia delle betullacee) con l'aggiunta del suffisso scek indicante la provenienza, si tratta quindi di un cognome indicante che il capostipite proveniva da una zona ricca di carpini, o da località che da quel tipo di pianta avevano preso il nome.

Il padre Guido Gaberščik (Trieste, Austria-Ungheria, 18 luglio 1903 – Milano, 1978) fa l'impiegato, la madre Carla Mazzoran (Milano, 11 marzo 1906 – Milano, 29 luglio 1984) è casalinga; il fratello maggiore Marcello compie gli studi di geometra e suona la chitarra per diletto. Lo stato di salute di Giorgio è cagionevole: durante l'infanzia si ammala due volte di poliomielite. Il primo attacco, occorsogli verso gli otto-nove anni, colpisce il braccio sinistro e gli procura una lieve paralisi alla mano. Il padre gli regala una chitarra affinché eserciti le dita con piacere, non come una costrizione. Approfittando del fatto che il fratello la sa già suonare, anche Giorgio impara ad usare lo strumento. L'idea darà buoni risultati, sia sotto l'aspetto medico che artistico. Da adulto, Gaber dirà: “Tutta la mia carriera nasce da questa malattia”.

I suoi chitarristi modello sono i jazzisti statunitensi: Barney Kessel, Tal Farlow, Billy Bauer. Gaber, da adolescente, non pensa ancora a cantare: è essenzialmente uno strumentista. Vive la musica come momento di divertimento, di svago, essendo la sua attività principale quella di studente. Cerca di imparare anche dai musicisti italiani: a Milano può ascoltare dal vivo Franco Cerri, che si esibisce spesso alla Taverna Messicana.

La sua carriera da chitarrista inizia nel gruppo di Ghigo Agosti «Ghigo e gli arrabbiati», formazione che nasce all'Hot Club di Milano; ed esordisce al festival jazz del 1954. Non si fa ancora chiamare “Gaber”: si presenta al pubblico con il suo vero cognome, Gaberscik. Dopo due anni di serate, tra musica leggera (per guadagnare) e jazz (per passione) entra nei Rock Boys, il complesso di Adriano Celentano, in cui al pianoforte suona Enzo Jannacci. Nel 1957 il gruppo compare in televisione nella trasmissione abbinata alla Lotteria Italia Voci e volti della fortuna.

Conosce in questo periodo Luigi Tenco, trasferitosi a Milano da Genova. Con lui forma il suo primo gruppo, così composto: Jannacci al pianoforte, Tenco e Paolo Tomelleri al sax, Gaber e Gian Franco Reverberi alla chitarra. I Rocky Mountains Old Times Stompers (questo il nome completo del gruppo) si esibiscono nel celebre club milanese Santa Tecla. Gaber e Tenco compongono insieme alcuni brani, sviluppando parallelamente un'intensa amicizia. Tra il 1957 e il 1958 Gaber, Tenco, Jannacci, Tomelleri e Reverberi partecipano ad una tournée di Adriano Celentano in Germania.

 (continua . . .)

Elenco delle basi Karaoke disponibili

 
  1. A pizza

  2. Barbera e champagne

  3. C'è un'aria

  4. Com'è bella la città

  5. Destra e sinistra

  6. E allora dai

  7. Far finta di esser sani

  8. Goganga

  9. I mostri che abbiamo dentro

  10. Il corpo stupido

  11. Il corrotto

  12. Il dente della conoscenza

  13. Il dilemma

  14. Il Riccardo

  15. Io non mi sento italiano

  16. La ballata del Cerutti

  17. La libertà

  18. La parola io

  19. La risposta al ragazzo della via Gluck

  20. Le elezioni

  21. L'illogica allegria

  22. Lo shampoo

  23. L'odore

  24. Mai mai mai

  25. Non arrossire

  26. Non insegnate ai bambini

  27. Porta romana

  28. Quando sarò capace d'amare

  29. Se ci fosse un uomo

  30. Snoopy contro il barone rosso

  31. Torpedo blu

  32. Trani a go go

  33. Una fetta di limone